Il Traforo

Attrezzi, materiali & tecniche

Attrezzi e colori
Torre Eiffel taglio
Utilizzo della carta gommata
L’arte del traforo consiste nel ritagliare nel compensato un disegno.

 

Il legno utilizzato nel modellismo è solitamente compensato di betulla multistrato, con spessori che variano dai 0.4 a 6 mm.

 

Gli amanti di quest'arte utilizzano anche legnami pregiati tra cui: il mogano, noce nazionale, cedro, zebrano e tanti altri.

 

Infatti, dopo aver scelto con quale legno operare, dovrai levigare e trattare i pezzi traforati con prodotti che ne garantiranno la qualità e il pregio nel tempo,
 
potrai colorarli con smalti all’ acqua o acrilici, oppure lucidarli, con gommalacca, con vernici antigraffio lucide o satinate lasciando inalterato il colore naturale del legno.

 

Un suggerimento che mi preme darti nel caso vorrai iniziare il traforo a mano è quello di fissare il disegno da traforare sulla tavoletta di legno utilizzando la comune carta gommata, lo scotch dei pittori per intenderci;

 

un' altra tecnica è la colla vinilica diluita per applicare il disegno sul legno, ma perderai molto tempo per rimuoverla una volta finito il lavoro al traforo.
L'attrezzo principale da usare per praticare questa meravigliosa arte è l'arco da traforo; è disponibile in diverse dimensioni ( fino a 50 cm di lunghezza)
Sono inoltre necessarie lame di diverse dimensioni e dentatura, uno strettoio per i galletti dell’ archetto, un trapanino per praticare fori nei punti da ritagliare,
 
una tavoletta a coda di rondine da supporto, che utilizzerai durante le fasi di taglio, lime, colla, carta vetra e soprattutto devi avere tanta pazienza e passione!
Infine, puoi praticare quest'arte con il traforo elettrico, ci sono tantissimi modelli e prezzi per ogni esigenza.

Cenni storici

Macchina storica del traforo
Storicamente, è difficile dire con precisione in quali anni sia nata questa arte. I primi attrezzi di natura meccanica furono ritrovati in Inghilterra e si presume appartengono al XV-XVI secolo, inoltre non si sa con esattezza se servisse per lavorare il legno, il metallo o la pelle.
Le prime testimonianze di lavori fatti al traforo come hobby risalgono al XIX secolo in Germania e successivamente in Francia e Stati Uniti, con lavori tecnicamente poveri e privi di incastri, con poca cura dello stile.
In Italia veniva praticato da studenti che lo avevano appreso nelle scuole all’estero, ma con la difficoltà di reperire materiali ed attrezzi adatti.
Grande impulso e diffusione la diede Pietro Barelli di Milano, il quale fondò la sua attività nel 1852 e negli anni divenne molto famosa per l’intaglio, la scultura, la pirografia e vari hobby,
la prima pubblicazione fu fatta il 1° gennaio 1878, una raccolta di disegni per il traforo intitolata “Il traforatore italiano” disegnati da Arturo Fumel.
Questo Hobby diventò popolare a tal punto che poi ne seguirono diverse pubblicazioni di disegni; infatti furono esportati in tutta Europa e ne furono venduti, negli anni a seguire, milioni di copie, oltre agli attrezzi dedicati.

 

Tutti i disegni furono disegnati da Arturo Fumel, un artista che, grazie ai suoi fantasiosi disegni, portò l’arte del traforo alla sua massima espressione e che al contrario non ha goduto della notorietà che avrebbe meritato.

Ringrazio Pedro per il suo impegno alla divulgazione di documenti storici e per la sua disponibilità.

Per consultare il catalogo originale datato 1906 ed aiutare Pedro alla ricerca di nuovi documenti clicca qui.
macchina storica del traforo